La visita preoperatoria
Il buon risultato finale dell’intervento dipende
in gran parte da una rigorosa e precisa valutazione
preoperatoria. Prima di sottoporsi a questa importantissima
serie di esami, è necessario sospendere l’uso
delle lenti a contatto da almeno 1 settimana, se morbide,
e 2 settimane se gaspermeabili.
Oltre alla valutazione pachimetrica cioè dello
spessore corneale, vengono valutate in questa sede l’entità
del difetto refrattivo in miosi ed in cicloplegia, la
funzionalità lacrimale, le condizioni delle strutture
oculari ed in particolare della retina con un accurato
esame in midriasi, cioè con dilatazione pupillare,
il diametro pupillare al buio, importante per programmare
un intervento che eviti i fastidiosi aloni notturni,
la morfologia della cornea e le sue aberrazioni, utilizzando
uno strumento, chiamato aberrometro, in grado di interfacciarsi
e dialogare con il laser per effettuare, su pazienti
selezionati, dei trattamenti personalizzati, ultima
frontiera tecnologica di questa chirurgia. Questa straordinaria
tecnologia, detta “custom ablation”, permette,
tra l’altro, di correggere le eventuali imperfezioni
della cornea derivate da precedenti interventi eseguiti
con tecniche o strumenti inadeguati.
E’ indispensabile avere sospeso l’uso delle
lenti a contatto da almeno 1 mese.
Il giorno dell’intervento è bene non usare
profumi, acqua di colonia, dopobarba o lacche per capelli,
perché i vapori alcolici emanati da queste sostanze
possono modificare le prestazioni del laser. Altrettanto
vietato è l’uso di eye liner, mascara od
altri make-up degli occhi e delle palpebre. E’
consigliabile inoltre portare con se un paio di occhiali
da sole da indossare subito dopo. L’intervento
viene eseguito ambulatoriamente, nello spazio di pochi
minuti e viene preceduto dall’instillazione di
alcune gocce di collirio anestetico. Non occorre nessun
altro tipo di anestesia.
L’intervento non è assolutamente
doloroso e può essere eseguito contemporaneamente
in entrambi gli occhi o, preferibilmente, su un solo
occhio per volta, a distanza di 5-7 giorni.
Coricato sul lettino operatorio si fissa una mira luminosa
rossa intermittente.
Va sottolineato, per coloro che temono di non essere
in grado di fissare adeguatamente questa mira, che il
laser possiede un sistema di puntamento e di inseguimento
della pupilla che controlla 300 volte al secondo la
posizione dell’occhio, in modo da compensarne
gli eventuali movimenti.
Non si deve temere nemmeno di battere le palpebre, perché
queste vengono divaricate delicatamente da uno strumento
apposito che permette di eseguire senza preoccupazione
ed in pochi secondi, tutta la procedura.
Alla fine dell’intervento si applica una lente
a contatto terapeutica che viene lasciata in sito alcuni
giorni, allo scopo di proteggere la cornea durante la
fase di riepitelizzazione
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